Vetro

Mi sforzo di ripetermi con lor
e più l’idea va di là del vetro
più mi lasciano indietro,
per il coraggio insieme
non so le regole del gioco
senza la mia paura mi fido poco. –De Andrè

Non c’è stato un cazzo d’istante dei miei sedici anni in cui non mi sono dovuto sentir dire: “Accontentati“.

Oggettivamente chi si accontenta vive molto più serenamente all’interno della sua mediocrità, ma io che ho sempre fatto di tutto per non finir neanche nelle più lontane vicinanze di quest’ultima non voglio neppure sentirmi dire di dover essere scontato.

Perché alla fine accontentarsi non vuol dire che essere scontati, perché chi non vive si accontenta e la vita non è per nulla scontata se non ce la fate divenire.

Se non ti fossi accontentato sin da subito non lo avresti fatto mai poiché sarebbe stato come arrendersi d’innanzi a te stesso, diventeresti il nulla, non vedresti più il riflesso nel vetro ed io posso specchiarmi quanto cazzo mi pare senza dover mettermi a cercare i miei lineamenti in fondo ad un volto che non sia il mio.

Sicuramente è meglio avere uno anziché zero.

No, cazzo, avere quell’uno vale meno di aver zero perché voi non è per quell’uno che vi siete torturati, ma volete auto convincervi del contrario perché i rischi sono fin troppi e ne avete il terrore.

Avete il terrore di rimaner soli davanti a quello specchio che tanto vi è necessario, vi basterebbe smettere di credere alla sfortuna e tirargli addosso il vostro ego fino a romperlo.

Continuate ad accontentarvi di riflettere in quello specchio soltanto i vostri visi perfetti, teste de cazzo.

 

 

Luca

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