Un soffio di tristezza

Il caffè ti tiene sveglio da troppe ore ed accendi l’ennesima ed ultima sigaretta, questa è la settima.

Su quella dannata panchina ormai bucata, nascosta ma ben visibile ad occhi attenti, puntualmente con quel cazzo di vento in faccia che non ti permette di respirare se non che voltandoti.

Fissi l’orizzonte che vorresti vedere in bianco e nero perché quei colori sono monotoni, fissi il nulla anche se è eccessivamente sfocato d’altronde quella panchina si trova troppo in alto rispetto al resto del mondo.

Ami ascoltare il fruscio del vento senza dire una parola per paura di perderti qualche istante di tristezza, di malinconia, ma un “Io non ti capisco” esplode nel silenzio e tu ti limiti a sussurrare un egoistico “Mejo” perché non hai più voglia di spiegarti.

Il caffè ti tiene sveglio da troppe ore ed accendi l’ennesima ed ultima sigaretta perdendone il conto, butti a terra il pacchetto ancora mezzo vuoto godendoti quelle così irreali nuvole bianche vagabondanti ai lati del cielo, così lontane, così noiose, così bianche.

Probabilmente saranno proprio quelle nuvole ad ucciderti, trasportate da un soffio di tristezza.

 

Luca

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