Sorridi, sii sorridente

quando sfuggo dalle convenzioni ormai divenute convinzioni distraggo la normalità finché non si dimentica di esistere, affinché egoisticamente possa esistere io, la realtà non è normale come vorrebbe sembrare e la normalità non è reale come vorremmo farla apparire.

finire per conformarmi alle consuetudini, ormai annoiato dal provare a dare spiegazioni a chi non ne vuole sentire salvo vadano verso la sua direzione, d’altronde si insegue disperatemene l’approvazione quando invece si dovrebbe essere alla ricerca della discussione, sopra la vostra approvazione ci piscio, siete un angolo qualsiasi dopo una weiss fruttata all’ananas.
quel che è fuori dall’illusione del normale viene giudicato strano da tutto ciò che è adagiato all’interno di esso, fate rate ar cazzo.

mi costringono ad essere voi o almeno ci provano, da ormai quasi diciotto anni, e cazzo ci stavate riuscendo, ci stavano riuscendo, ci stavo riuscendo.

è oggettivamente vantaggioso non essere nulla, è confortante, è facile, è fin troppo comodo per rinunciarvi, me ne ero quasi convinto, d’altronde chi non vorrebbe sprofondare in una presunta sicurezza confondendola consciamente per irrealizzabile, inesistente, illusiva felicità.

sto cazzo di filtro che mi si sfila dalla cartina mentre sto fumando è irritante, dovrei comprarmi le sigarette, sono dannatamente più comode, potrei fumare sotto la pioggia senza dover buttare cartine bucate da gocce che ho tentato vanamente di intercettare con il  retro del mio collo, potrei utilizzare un ombrello, potrei evitare sguardi e giudizi quando, ormai vicino a monte mario, sto rollando il mio tabacco in attesa dell’apertura delle porte di un treno maleodorante d’ipocrisia, non avrei le tasche occupate da un pacchetto di Golden Virgina Absolute da 20g, dalle stramaledette OCB doppie ormai incollate dal caldo e dai filtri sopravvissuti che ancora non sono scivolati dalle mie mani troppo sudate o troppo ruvide, secche; dovrei comprarmi le sigarette.

sii sorridente, sorridi sempre, fagli credere la felicità esista, credici anche tu che almeno siamo tutti un po’ più contenti mentre barcolliamo tra denti bianchi messi ben in mostra e apparenze, ma più di tutto non t’azzardare mai a far caso a quel che non vogliamo venga messo in evidenza, chiudi quella cazzo di bocca che noi siamo una cifra e tu sei da solo, tu sei solo, noi no.

Sorridi, sii sorridente.

“ao ma se po’ sapè che cazzo te ridi aa scemo.

 

Luca

 

 

 

 

 

 

 

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