Pirandello non ci ha capito un cazzo

sarò l’apogeo del vostro cazzo di fastidio, l’acme delle vostre urla.

 

mi prendo gioco di me e poi perdo, ultimamente non scommetto più.
Machiavelli mi detesterebbe, Bukowski e Miller riderebbero di me, Pirandello continuerebbe a pensare di aver ragione.
figlio di puttana.
quel che mi chiedo è se Orwell riuscirebbe ancora a guardarmi a sussurarmi, se Dostoevskij e Kafka avrebbero voglia di sporcare il loro inchiostro di me.
cazzo, sarebbe meglio di qualsiasi scopata e di qualsiasi droga, dell’alba e di ogni temporale.
ti immagini Freud in mezzo a Baudelaire, Mallarmé e a quegli altri due tossici?
che direbbe? le sue parole non risulterebbero credibili.
penso rimarrebbe in silenzio, androide del cazzo, non si metterebbe nemmeno seduto, rimarrebbe lì tra il fumo e i giudizi.
la verità è che uno psicoanalista non ti ascolta più di quanto non lo faccia un qualsiasi altro astante.
mi chiedo se la certezza esista soltanto nelle formule, mentre ingoio dadi per impressionare il caso.
mordo la mela di Magritte e diventa un brand, fanculo.

Non dir nulla