Le coincidenze dei treni

gocce d’anima sul viso mi ricordano quanto siamo fragili.
cristalli in universi d’argilla.

sfioro colonne vertebrali con la cenere, sperando crollino senza far troppe storie.
siamo contenitori immobili, di sabbie fini.

soffoco nella polvere fingendo non esista. ci diluvia addosso anche se il nostro corpo è dentro un treno.

contenitori di contenitori e sta plastica sembra normale, se non ci fai caso.
questa cazzo di ovatta interrompe il vuoto delle percezioni mie, vittime della consapevolezza.

stai lontano dalle linee gialle e fornisci i documenti. sorrisi chess√≤ meccanismi senza saperlo, disegnano il rifiuto alla truffa dell’apparenza su fogli d’asocialit√†.

“ma tu non ridi mai?”

Non dir nulla