Il treno ha fischiato?

Poter essere il nome mio ma non me.
Conoscere come ma non perché, mai.

Frammento percezioni in schemi, cercando i punti di frattura di una realtà che non mi appartiene.
Non ne trovo affatto, poi ne trovo troppi.

Grafi per rappresentare ogni possibile conseguenza di ogni possibile conseguenza.
Elementi miei. Elementi non miei.
Processi decisionali derivanti dalla rielaborazione della realtà altrui, nella realtà mia.

Ogni insieme di elementi deriva da occhi diversi, li fisso.
Cerco di fissarli in mente, dove trovo spazio.
Poi sovrappongo strutture dati su sé stesse.

Grafi di grafi cadono incolpando la gravità, impattando cieli celati dalla complessità.
Non voler accettare l’impossibilità dei calcoli, mi disegna vuoto quando poi non riesco ad addizionare più nulla.
Brucio calcolatrici, moltiplicando cifre che non esistono – tra di loro.
Chi decide cosa cazzo esiste? Chi decide se esiste cosa?

Perso nell’incomprensione: mi annullo.

 

lLuca

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