Fino a qui tutto bene


E’ irreale quanto la realtà sia in bilico tra un sogno ed un caffè annacquato, così mi riaddormentai fino a quando non fossi stato in ritardo.

Morire nel proprio individualismo, come fanno tutti su quell’ultimo vagone, visi nascosti dietro copertine di libri, cuffiette che evitano di dover ascoltare il tipico silenzio dei treni in ritardo, altri dormono senza preoccuparsi di quante stazioni devono sorvolare ancora.
Somatizzo la mia ricorrente irrealizzabilità nelle occhiaie.
Nelle tasche nient’altro che nicotina e una ventina d’euro, il nero vi tiene a distanza mentre l’accendino diventa intoccabile per quanto brucia, vendo ventuno grammi della mia esistenza per un solo istante di inesistente perfezione, lei che tenta d’illudermi ripetendo la mia apatia sia solo un’illusione.
Disegnami inadatto ad ogni contesto e poi lasciami fuori a fumare.

Lancio tre volte lo stesso dado e per tre volte la faccia rivolta verso la mia segna uno, la libertà che trovo nella casualità mi rende vivo, sopravvivo per caso, limitato soltanto dal caso stesso.

 

Luca

Non dir nulla