Fanculo la tua benedizione

sarò l’apogeo del vostro cazzo di fastidio, l’acme delle vostre urla.

 

davvero pensi m’interessi non vi siano discrepanze tra quel che credi e quel che penso?
verbi differenti impongono azioni diverse, ogni parola ha un suo specifico peso – mica un peso specifico.
non credi?
cercassi consensi o adesioni mi venderei alla semplicità dei percorsi argomentativi migliori, dove la verità non importa.
che cazzo ci fai con venticinque grammi di parole vuote?
non pensi?
se vuoi pesare i miei processi inferenziali hai bisogno di una bilancia di precisione, mica delle tue opinioni.
fanculo la flessibilità semantica e le argomentazioni efficaci, credibili.
ancora lucido i miei occhi prima delle mie scarpe, mentre continuo ad elucubrare sulle priorità.
hanno provato ad uccidermi, tentano tutt’ora, convinti che un po’ di polvere e un tono sicuro di sé: sarebbero bastati per intorpidire i miei sensi.
a tratti vincono, nessuno è abbastanza da non sentirsi mai la pressione delle convinzioni altrui addosso.
perciò tienimi lontani i tuoi fottuti dogmi altrimenti dovrò difendermi e stanotte non riuscirai ad addormentarti.
d’altronde sei vittima del tuo inconscio – come tutti.

Non dir nulla