Dimetiltriptamina

[3:47Già rifugiati dopo il velo di Maya da un paio d’ore, sono l’unico sopravvissuto alla finzione onirica, le occhiaie il mio testamento.

Il prato brilla schiacciato dalla luce di un faro, il mio Bic nero non è mai stato così rumoroso.

Odio queste cazzo di cicale che rendono drammatico anche il solo pensiero di andare ad uccidere un altro giorno d’agosto sotto le lenzuola.

Vorrei poter urlare sulla spiaggia, urlare le parole di una qualche canzone che fortunatamente non vi piacerà mai, ma correrei il rischio di svegliarmi, mancano ancora quattordicimila secondi circa affinché la mia ghiandola pineale possa produrre DMT, non posso correre il rischio di svegliarmi, non urlerò.

Sono sdraiato su uno scoglio cercando bottiglie di plastica galleggianti, così prive di responsabilità ma comunque piene di ossigeno.

Bottiglie di plastica galleggianti che vantano longevità in un mare di sale.

Quanto tempo dovrei vivere ancora per rivedere quella bottiglia del cazzo sorvolare da invisibile un altro tramonto?

Guardami, sono gli ultimi due tiri che le onde hanno sommerso, quando sarai in astinenza di nicotina mi rimpiangerai.

Cosa ti resta oltre la sicurezza di riuscire a toccare ancora il fondo con le dita dei piedi?

Guardami, sono a quattordicimila miglia abbracciato ad una bottiglia di plastica naufragato nella follia di un sogno, dove ancora una volta l’unica àncora è la follia stessa.

“La follia è donna”

 

Luca

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