Compromessi

il più stupido degli esseri umani sarebbe in grado di imparare a memoria il contenuto di un qualsiasi libro.
potrebbe ripeterlo perfettamente, senza sbagliare mai, senza comprendere mai.

m’hanno detto che la vita è fatta di compromessi.
ma in realtà se la conformità non avesse quel retrogusto di desiderabilità, nessuno si imprigionerebbe nel risultato di un processo arbitrario espresso sotto forma di valutazione.

quando mi chiese di autovalutarmi ne fui colpito, d’altronde la sua materia era l’unica che studiavo davvero.
non me ne fregava un cazzo di quanti bit fosse possibile contare all’interno di un pacchetto che transita tra le reti.
ma lei parlava di ciò che transitava tra i neuroni dei poeti maledetti e non potevo che assaporare ogni sua singola parola.

se non ti interessa essere valutato poiché sei in disaccordo con gli algoritmi che regolano tale procedura, come cazzo fai per coprire il tuo volto con un numero?

urlavo cifre che messe a confronto con le tabelle mentali di riferimento a cui si era abituati, venivano percepite come modeste.
io non sono modesto, non lo sono mai stato.
ma la prospettiva deforma l’orizzonte e non ho voglia di spiegarmi.

mi limitai a non dare spiegazioni, accettando una deformazione dei miei giudizi di valore atta ad adattarli alle sbarre dei modelli di normalità imposti.
non mi merito di più, non merito meno.

e pensare che gli specchi sono utilizzati principalmente per imparare ad apparire.
vomito sulle vostre esposizioni perfette, vittime della necessità di approvazione.

scena muta.

 

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