88:88-Arido

Dove cazzo sono?
Che cazzo di ore sono?
Ed io? Chi cazzo sono?
Ho una sete surreale, mi sembra quasi di star soffocando.

Ma ovviamente no, non me ne curai, anzi, ci fumai una sigaretta sopra, non m’importava.
Cercavo qualcosa, non ricordavo e non ricordo tutt’ora di cosa cazzo si trattasse, presi le cuffiette.
Se non fosse stato per la luce della luna non avrei potuto distinguere quale fosse la cuffietta destra e quale la sinistra, anche il solo pensiero di invertirle mi uccideva.

Decisi qualche istante dopo aver inquadrato la cuffietta destra; Decisi di dover prendere una decisione, dovevo decidere.

Decisi di non voler ascoltare nessun cazzo di rumore che non fosse stato il dolce quanto lieve bruciare del tabacco, lanciai quelle fredde cuffiette così lontano che non avrebbero mai potuto neanche avvicinarsi a me, decisi di dover accenderne un’altra, sì, accesi un’altra sigaretta, ero annoiato.

Mi ucciderà la noia se non lo farà il tabacco, mi ucciderà il tabacco se non lo farà la noia, pensavo.

Passò del tempo che non assaporai nemmeno, passò del tempo senza neanche che lo percepii, non c’era nessuno, nessuno che mi potesse avvertire, odio perdere tempo ma non potetti farci nulla, d’altronde non c’era nessuno, per la rabbia lanciai l’accendino così lontano che non avrebbe mai potuto neanche avvicinarsi a me, poi mi alzai e lo andai a prendere, per la rabbia mi accesi una sigaretta.

Canticchiavo o forse m’immaginavo di farlo, non ricordo precisamente la parole ma ricordo l’intonazione, ricordo il sapore, il freddo, ma non riesco a ricordare le parole, le parole no, non le ricordo, non riesco a ricordarmi quelle cazzo di parole.

Camminavo sopra crateri senza volerlo, senza rendermene conto, senza un motivo apparente.

Non capireste.

 

Luca

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